Smartphone? Leggo il post di Lepouquitousse e mi viene un sorriso, un sorriso amaro però. Lui ha scritto esattamente quello che sostengo e penso io da tempo.

Una volta l’emblema della distrazione era pensare alla donna che si truccava al semaforo. Almeno era ferma al semaforo o a uno stop. Adesso non se ne vedono quasi più di donne che, al semaforo, si mettono rossetto o mascara, in compenso si vedono quelli che, in movimento, interagiscono con lo smartphone.

Poco tempo guidavo con accanto un amico che mi chiedeva di non andare più forte di 30 km/h perché altrimenti non avrebbe catturato il pokemon di turno. Non sapevo se ridere o piangere. Ho pensato che Pokemon Go fosse la causa di tutti i mali.

Mai pensiero fu più sbagliato.

Odio dire “te l’avevo detto” ma in questo caso è proprio così. E’ da anni che sono una talebana della guida. Quando si guida, si guida e basta. Quando guido non rispondo direttamente a nessuna forma di messaggio, ormai non uso più neanche i comandi vocali per dettare i messaggi, tipo “Ok Google” perché mi sono accorta che anche questo distrae. L’unica cosa che faccio è usare i comandi vocali per fare una telefonata.

C’è bisogno di leggi e queste leggi vanno fatte rispettare. Bene, le leggi ci sono. Che vengano fatte rispettare beh, diciamo non sempre ma neanche mai.

Il problema è il malcostume, è la superficialità, è la mancanza di rispetto. Quella dell’uomo, non del Pokemon di turno.

I costruttori stanno rendendo le auto sempre più connesse  e sempre più dotate di sistemi di sicurezza pronte a prevenire incidenti. Il punto è che, secondo me non sono i costruttori che devono fare qualcosa per prevenire gli incidenti causati dall’uso improprio dello smartphone. Loro ci danno gli strumenti, noi dobbiamo saperli usare nel modo migliore. Se la macchina frena al mio posto o tiene la corsia al mio posto, allora io posso scrivere un messaggio, postare su twitter, guardare una notizia, ho tempo per dedicarmi ad altro? La risposta è una sola ed è negativa, almeno fintanto che non ci sarà la guida autonoma al 100% quando si è in auto si deve essere sempre connessi e collegati, ma alla strada, al traffico, all’ambiente circostante, non al cellulare.

E’ come quello che va in un supermercato a comprare gli alcolici. Non è che debba per forza ubriacarsi.

La responsabilità non è del costruttore auto.

Quindi benvenga la campagna di Aci, Anas e Polizia Stradale per sensibilizzare sull’argomento, certo è un po’ come quella di RTL 102.5 e la Camera dei Deputati contro il femminicidio e la violenza sulle donne: ma è possibile che si debbano fare delle campagne per sensibilizzare su argomenti così ovvi e scontati?

Commenti
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    La questione non è così scontata.
    Quando non c’erano gli smartphone e prima ancora i telefoni con tasti fisici, alla guida si fumava e si facevano altre attività ugualmente pericolose.
    Alcuni si potranno ricordare anche il caso di alcuni camionisti che leggevano il giornale al volante!
    La questione è, inevitabilmente, che tendiamo ad essere un po’ troppo multitasking, da sempre però.
    Quel che sostengo è che è indiscutibilmente sbagliato distrarsi alla guida, ma l’integralismo è sempre poco utile a risolvere un problema.
    Per quanto mi riguarda serve invece affrontare il problema con astuzia e trovare soluzioni intelligenti per renderci meno dipendenti dai touch screen, vero problema attuale che costringe a distogliere lo sguardo dalla strada.
    La soluzione prova a darla Mercedes, con il pannello sensibile al tatto al posto del display touch screen, o altri che tentano di sviluppare i comandi vocali che, però, non hanno mai avuto tutto questo successo.
    Una soluzione temporanea, facile da attuare ed economica potrebbe essere il dotare i display di infotainment e smartphone con una pellicola/coprischermo con simboli in rilievo, un po’ come il codice braille che usano gli ipovedenti, al fine di utilizzare questi strumenti in marcia senza distogliere gli occhi dalla strada, magari dotando l’auto della possibilità di ripetere quanto scritto e di chiedere solo conferma utilizzando il comando vocale.
    Chiaramente depositerò il brevetto a breve 😉

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    Grazie per il tuo commento Antonio, sono d’accordo quando dici che le “distrazioni” ci sono sempre state e bisogna trovare metodi alternativi per superarle. Credo che, allo stato attuale, l’unica cosa valida siano i comandi vocali. Sono sufficienti quelli dei sistemi operativi dei telefonini, che ormai sono sempre più performanti e precisi. Io, con Android, spesso uso OK Google che funziona benissimo e copre l’80% delle funzionalità di cui ho bisogno in auto.
    Questo, in attesa di utilizzare la tua nuova invenzione!

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    Il problema invece, è considerare che tutto questo sia normale. La tecnologia del riconoscimento vocale va migliorata, o meglio, vanno usate componenti di maggior qualità. Nelle auto ti fanno strapagare infotaintment la cui tecnologia costa pochi euro, come fossero strumenti futuristici. Piuttosto che comporre interfacce proprietarie o accroccate, dovrebbero iniziare a dotare, almeno come optional, tutti Google o Apple Car, che consentono un controllo vocale efficace delle operazioni. Niente schermo tattile con auto in movimento, ne tanto meno braille. Le mani devono essere sul volante e gli occhi sulla strada.
    Il vero problema di questa dilagante piaga poi, è l’assoluto mancato controllo da parte delle forze dell’ordine. Probabilmente perché impegnate a controllare gli stati Facebook o a rispondere a qualche chat di gruppo su Whatsapp

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    Sono d’accordo Gianluca, come dicevo sopra ad Antonio, anche secondo me l’unica cosa veramente utile in auto sono i controlli vocali che dovrebbero raggiungere livelli di usabilità prossimi alla perfezione.
    Purtroppo quello che dici sui controlli è vero, sono completamente assenti. Ma questa non è una grossa novità, da sempre funziona così. Gli unici accertamenti che vengono fatti riguardano la velocità ma poi non ho mai visto, ad esempio, nessun controllo sullo stato degli pneumatici o altro.

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