A un mese dai festeggiamenti per il compleanno del più beatificato quarantenne del momento, Francesco Totti, si fanno sempre più insistenti le voci di un ritorno in produzione della DeLorean DMC-12. Sì, proprio lei, la vettura resa famosa in tutto il mondo dalla trilogia cinematografica di “Ritorno al Futuro” e rievocata dal tecnico della Roma Luciano Spalletti,  proponendone un modellino in scala come regalo di compleanno per il suo capitano.

E’ grazie alla visibilità garantita dall’opera di Robert Zemeckis che questa coupè dei primi anni ottanta è riuscita a sopravvivere al suo flop commerciale e diventare un’auto di culto. Nata da un progetto di carrozzeria firmato Giugiaro, la DMC-12 vide la luce nel 1976 con un primo prototipo completato dall’ingegner William Collins. Prima della produzione di serie, però, si dovettero aspettare cinque anni: fu il fondatore, nonché proprietario, della Lotus Colin Chapman a definirne il processo produttivo, realizzato presso la fabbrica nordirlandese di  Dunmurry, poco distante da Belfast, negli anni dal 1981 al 1983. Con un motore posteriore V6 2.8 da 130 cv, la DeLorean si distingueva per la carrozzeria in acciaio inossidabile non verniciata e le portiere ad ala di gabbiano.

Dei circa 9.000 pezzi prodotti, oggi ne sono rimasti in circolazione due terzi, che da una decina di anni vengono restaurati e personalizzati da un’impresa texana, la DeLorean Motor Company, che con l’azienda originaria non ha alcun rapporto se non quello di aver comprato le proprietà intellettuali della DMC-12.

Per la quale, oggi, si aprono interessanti scenari di sviluppo derivanti dalle possibilità che concede una legge federale degli Stati Uniti (la Low Volume Motor Vehicle Manufacturers Act) ai costruttori artigianali di effettuare piccole produzioni di serie, fino a un massimo di 325 unità all’anno, di veicoli equipaggiati con motori che rispettino i limiti di emissioni stabiliti dal governo. La DMC Texas sta effettivamente considerando l’ipotesi di riportare a nuova vita la DMC-12, lasciandone invariata la struttura e andando a sostituire solo il motore, utilizzandone uno compatibile con le normative attuali.

Al netto di indagini di mercato che dovranno aiutare l’azienda a individuare un target produttivo coerente con la domanda dei consumatori, la prima produzione potrebbe assestarsi su poche decine di pezzi, da commercializzare ad un prezzo intorno ai 100.000 dollari: l’equivalente, più o meno, dei 25.000 dollari necessari nell’82 per averne una.

Si tratterebbe di un ritorno al futuro in piena regola, del quale l’inconsapevole Luciano Spalletti, in uno dei suoi ormai consueti one man show, ha fatto in qualche modo un primo spot. Sta ora al numero dieci della Roma raccogliere il testimone, continuando a essere ancora protagonista di un futuro sportivo che per lui sembra non finire mai.

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