L’Automobile Barcelona non appartiene alla “Premier League” dei Saloni, ma è un evento che accoglie “solo” 700.000 persone. Al salone, svoltosi la settimana scorsa, c’è stata anche la prima edizione del Connected hub, una sezione dell’evento interamente dedicata alla connettività e alla digitalizzazione della mobilità. Un’area dedicata a incontri e progetti legati al car sharing, alle smart cities e alle startup coinvolte in iniziative volte a innovare tutto quello che riguarda il trasporto.

Gli ingredienti di Barcellona sono stati quindi tre: potenziali clienti, tecnologia intesa come connettività e digitalizzazione di mobilità e auto. Le aziende di auto come hanno reagito? Come al solito: alcune hanno partecipato, altre no. Due, in particolare, lo hanno però fatto in modo opposto.

Da un lato la Seat, che a casa propria ha colto l’occasione per presentare i progetti legati alla nuova mobilità, declinata in tanti ambiti diversi: un car sharing per i dipendenti, un cellulare dal quale si può programmare tutto quello che riguarda la propria auto stando comodamente seduti a casa propria, un dongle, che è una specie di telepass che fa la diagnostica della propria auto e trasferisce tutti i dati sul proprio smartphone in modo tale che possano essere utilizzati per attivare service e assistenza.

Eppoi il Park Finder, un servizio che individua i parcheggi liberi in una zona della città, li comunica in cloud alle auto Seat e chi è in giro e ha bisogno di parcheggiare può andare in quello più vicino, informato anche sulla possibilità di pagare sosta e parcheggio direttamente dalla macchina. Seat infine collabora con le istituzioni della città per migliorare la viabilità e pensare a progetti per una smart city che sia compatibile con le nuove sfide della mobilità.

Dall’altro lato il gruppo Fiat Chrysler. Qui non ho trovato nessun progetto di connettività, né di digitalizzazione. Solo auto, che effettivamente ad un Salone di auto non fa un plissè.

Ma, accanto ad ogni modello, dalla Fiat 500 all’Alfa Romeo Stelvio, passando per la Giulia e la Tipo, un piccolo totem con modello, prezzo e…sconto! Mi è sembrato di essere in un grande magazzino quando iniziano i saldi. Tutte le auto del gruppo Fca acquistate al Salone di Barcellona godono di uno sconto che va dal 30 al 35%. Un’offensiva significativa che punta a colpire il visitatore non con gli effetti speciali di una presentazione in 4D che sfrutta Samsung gear by Oculus, ma con il semplice concetto dei prezzi corti.

In questo stesso periodo Fiat Chrysler sta regalando a tutti i clienti il cambio automatico, un’altra offensiva sul prezzo che non ha niente di ispirazionale come la connettività, la digitalizzazione o le smart cities, ma è una mera operazione di prezzo, chissà se per svuotare i magazzini.

Insomma, a uno stesso salone, due approcci completamente diversi: uno che coinvolge i potenziali clienti, li incuriosisce, li attira in un mondo fatto di innovazione e di pensiero costruttivo; l’altro che considera i potenziali clienti solo come clienti e basta. Che ne dite?

Commenti
    Avatar autore

    Che quando la stampa italiana smetterà di leccare marchionne sarà sempre troppo tardi.

    Avatar autore

    FCA ha sempre venduto tanto in Italia proprio grazie alla valanga di promozioni e sconti vari. E lasciamo perdere come riusciva a ottenerli in passato…
    Ce lo siamo già dimenticato lo spot della Tipo di qualche mese fa? Vi diamo tanto a poco! Affrettatevi, prima che l’offerta scada!
    E basta.
    E chissenefrega se quel “tanto” poi ti lascia qualche pezzo in mano puntualmente allo scadere della garanzia.
    Quindi c’è poco da stupirsi se ora usano i saloni come concessionarie qualunque. Oddio, potrebbe anche essere un segno, uno tra tanti, che stanno alla frutta, nonostante le solite mirabolanti percentuali che loro amano sbandierare a destra e a manca…

    Avatar autore

    Tanti discorsi sull’innovazione ma alla fine quello che conta è un buon prodotto ad un prezzo accessibile. Gli sconti li fanno anche Bmw, Mercedes ed Audi esattamente come Fca, per cui questa vostra campagna denigratoria sui marchi nazionali, oltre che sulla figura di Marchionne, fa abbastanza sorridere.

Lascia un commento

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.