Trump nega il pericolo del riscaldamento globale salvo definire l’uragano Harvey di “proporzioni epiche”: “Mai visto niente di simile”. Eccezionalità che possono accadere solo in natura, in effetti, se la natura viene danneggiata dall’essere umano.

Alla vigilia dell’arrivo di Harvey, Trump aveva smantellato l’Advisory Committee for The Sustained National Climate Assessment, un comitato federale di 15 persone che si occupava per il governo dei pericoli da riscaldamento globale.

L’inquinamento da trasporti contribuisce costantamente a tenere accesa la spia rossa del “global warming”: circa l’85% dei lavoratori americani si muove in auto per il tragitto casa-lavoro, quasi tutti su veicoli con motori termici tradizionali.

La vendita di auto elettriche a zero emissioni va male in America, non andrà sicuramente meglio con Trump, che ha portato gli Usa fuori dagli accordi di Parigi sul clima e ha tagliato i fondi all’Epa, l’ente federale per la protezione dell’ambiente destinato a vigilare anche su cosa fanno i costruttori di auto.

Uno studio citato nell’agosto scorso da l’Economist sostiene che le emissioni delle auto uccidono ogni anno 53.000 americani, più dei 35.000 che nello stesso periodo muoiono in incidenti.

Siamo a “proporzioni epiche” permanenti, Trump ha ragione.

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