“L’insulto”. M’infilo in un cinema a Santo Stefano, un classico se non si lavora, per vedere questo film del regista libanese Ziad Doueiri. Un film su una storia molto libanese – eppure oggi molto universale – ambientata a Beirut. Non dico nulla della trama, perché odio chi racconta le trame dei film.

Dico solo che ne “L’insulto” la tragedia del Libano, dilaniato per circa 15 anni da una guerra civile che mise fine agli insulsi paragoni di noi giornalisti “Svizzera del Medio oriente” e ai fasti e alle ineguaglianze della “Corniche” sul lungomare di Beirut, sembra non essere mai finita.

“L’insulto” è un film da non perdere, non solo perché è candidato agli Oscar 2018 quale migliore film straniero, ma perché vale per il resto del mondo.

“L’insulto” ok e Carblogger che c’entra, dirà qualcuno? C’entra quando i segni contano e vanno al di là del rappresentato. C’è un punto in cui sono protagoniste una Bmw 520 berlina e una Volvo 245 wagon. Vecchie, come si deve. Si può anche non essere d’accordo sul film in parte o per intero, ma non su questa scena.

Mi fermo qui, fedele all’odio per chi racconta una trama. Ma andate a vedere “L’insulto”: l’automobile per una volta sa guardare lontano. E un po’ riscatta tutti noi che ce ne occupiamo, non sempre con la giusta profondità.

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