2024, in Cina il 10 febbraio inizia l’anno del Drago il cui significato è facile facile, mica mosceria: soldi, amore, energia positiva, successo. Nell’auto sarà la stessa cosa per i costruttori cinesi: domanda interna che fatica e dunque più export, grande competizione con l’Europa sulle “green” mentre gli Usa fanno muro in un anno elettorale.

2024, due terzi dei veicoli elettrici mondiali sono attualmente prodotti in Cina, dunque è lì che dobbiamo guardare. Secondo Jato, nel primo semestre di quest’anno in Cina erano in vendita 235 modelli diversi a zero emissioni per un prezzo medio da pagare di 35mila dollari, contro 51 modelli negli Usa per un prezzo medio di 70mila dollari.

In Italia conto in listino 86 modelli elettrici differenti, ma essendo scarso in matematica il prezzo medio lo chiedo a Bard, l’intelligenza artificiale di Google che mi dicono sia migliorata. “39mila euro”, mi risponde in tre secondi, per “circa 100 modelli”. Mi sembra poco, ma non avendo a portata di mano un analista di una banca d’affari mi affido ad AI.

Aggiungo di mio che a livello globale, la situazione è però la stessa: vendite di EV in aumento nonostante domanda a rilento, modelli con prezzi più accessibili a grande richiesta. Anche perché le auto costose tirano dritte, mai vista crisi dove c’è alta capacità di spesa. Secondo gli analisti in carne e ossa (forse) di S&P Mobility, negli Usa le vendite di auto dai 75mila dollari in su sono aumentate nel 2022 del 2% quelle con motori tradizionali, del 12% le EV. Nel 2023 rispettivamente +21% e +36%.

2024, l’anno del Drago è stato preceduto nella comunicazione automobilistica in Europa e negli Usa da un linguaggio bellico (“invasione”, “guerra”, “prigionieri”) o natural-catastrofista, come notava con arguzia una collega del Wall Street Journal (“inondazione”, “allagamento”, “palude”). In entrambi i casi, linguaggi motivati da quel che la Cina dell’auto avrebbe presto fatto ai nostri mercati.

In America con un paradosso, scrive ancora la collega sul Wsj: “Washington ha effettivamente costruito una fortezza per tenere fuori le auto elettriche cinesi” e tuttavia ha contribuito a descrivere l’industria cinese come “un moderno Godzilla con il potere di calpestare e distruggere qualsiasi cosa si trovi sul suo cammino”, attraverso “prezzi ingiustamente bassi” per lanciare “un grande assalto”. Memo: l’anno di Godzilla è il 1954, magico numero 4.

2024, Godzilla è al volante ma i nostri costruttori europei hanno finalmente cambiato marcia e stanno per rispondere con l’unica mossa intelligente possibile. Quella del prezzo contenuto.

2024, il ceo di Renault Luca de Meo l’ha capito per primo e il 26 febbraio, due settimane dopo l’inizio dell’anno del Drago e settanta anni dopo la nascita di Godzilla, presenta al Salone di Ginevra la Renault 5 elettrica con prezzo base da 25mila euro. In verità sul mercato è stato anticipato da Carlos Tavares con la Citroen e-C3, ma un modello mitico rifatto ad hoc contro un modello nuovo quanto tradizionale mi sembrano sulla carta partite diverse.

Prendo a riferimento Renault perché – dopo aver visto in faccia Godzilla – de Meo ha dovuto accelerare sulla R5 anche per dare più contenuto alla quotazione in borsa di Ampere e rendere meno formale il suono della campanella. Così, a cascata, al Salone di Parigi in autunno ci sarà la Renault 4 elettrica, altra leggenda di ritorno e altra accelerazione con il pedale del prezzo.

2024, Stellantis sarà il primo alleato di Renault contro Godzilla lanciando la nuova Fiat Panda a zero emissioni dal prezzo contenuto e da qualche effetto emozionale come le antiche Renault. E poi gli altri costruttori, tutti in attesa del Capodanno 2035.

Prima però ci sarà il 2025, per la Cina l’anno del Serpente, che significa astuzia e intuizione. Occhi sempre aperti con Godzilla.

@fpatfpat

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