In Francia succede una cosa unica al mondo. Dico il mondo della transizione energetica, quello in cui la protagonista della mobilità a zero emissioni perde colpi, perde soldi e perde investimenti anche da parte di chi ci crede. Ma siamo nella Francia di Voltaire e di Candide, e ci pensa Pangloss: l’auto elettrica va a ruba.

Sono pazzi questi francesi. Succede che in questa Francia guidata dall’ex banchiere Macron, dall’1 gennaio scatti un piano governativo chiamato “leasing sociale”. Lo stato stanzia 260 milioni per l’operazione, all’interno di un pacchetto da 1,5 miliardi per il 2024 sempre a favore della diffusione delle auto elettriche comprendente bonus all’acquisto e rottamazione. Il governo sa già che dureranno poco quei 260 milioni, più o meno calcola per 20.000 macchine.

Il leasing sociale di Francia prevede che lo stato contribuisca con 13.000 euro per il noleggio da parte di un cittadino di una vettura elettrica per tre anni, in modo che la rata da pagare sia mediamente 100 euro, costi di assicurazione e manutenzione esclusi. Una promessa elettorale di Macron, con tre paletti per l’accesso: reddito lordo annuo di 15.400 euro (in Italia saremmo a posto, un cittadino su quattro dichiara meno di 15.000), percorrere più di 8.000 chilometri all’anno “nel quadro di una attività professionale”, lavorare a più di 15 chilometri di distanza dal proprio domicilio.

Non è il migliore dei mondi possibili ma quel che accade in Francia lo è: le auto elettriche prenotabili sul sito del ministero della Transizione (con prezzi di listino entro i 47.000 euro e un peso entro i 2.400 chili) diventano oltre 90.000 in poco più di un mese. Ma dopo le prime 50.000, il ministero chiude perché il resto di quel 1,5 miliardi, dice il governo, serve per l’acquisto di veicoli a zero emissioni.

Passano due giorni e lo stesso governo a sorpresa annuncia il taglio di 1.000 euro (da 5 a 4.000) del contributo statale all’acquisto di vetture “green” per chi ha un reddito lordo più alto. Quello di 7.000 euro per chi ha reddito basso non si tocca. Misura di carattere ancora “sociale” firmata da un governo di centrodestra. Nel momento in cui, per altro, i prezzi di tutte le auto sono aumentati in modo scandaloso nel post Covid. Occhio: dalla sforbiciata del contributo lo stato calcola di risparmiare circa 250 milioni. E se venissero utilizzati per una nuova tornata di leasing sociale prima del rinnovo nel 2025?

Lezione di Francia: 1) se un governo aiuta a rendere veramente accessibile l’auto elettrica (e senza spararle addosso come in Italia), la richiesta c’è; 2) meglio il noleggio che l’acquisto (perché non si sa mai) grazie a costi per l’utente da 40 euro al mese (Renault Twingo elettrica, la più economica) fino a 150 (come il suv Peugeot e-2008), tanto per citare modelli popolari e di casa. Meditate, gente.

PS Non credo che possa succedere soltanto in Francia. Anche se qui lo stato è azionista dei due costruttori Renault e Stellantis, Macron incontra regolarmente i due ceo de Meo e Tavares, il paese è rimasto colbertiano almeno per quanto riguarda auto e politica industriale. Perché Pangloss direbbe che i nasi servono a sostenere gli occhiali. E infatti abbiamo gli occhiali.

@fpatfpat

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