I dati di vendita di settembre sul mercato Usa sono i più alti dal 2008, da quando – in quello stesso mese di quattro anni fa – fallì la Lehman Brothers, l’ultima spinta al mondo verso una crisi che ancora non è finita.  Ma leggendo meglio i dati  – 1,19 milioni di auto e camion venduti, +13% rispetto al settembre del 2011 – sembra di essere tornati non a quattro anni fa, ma all’inizio del millennio. Quando nel 2001 esce “Fast and Furious”, film cult per gli appassionati e specchio di una realtà, in cui le uniche macchine a correre e alla moda sono giapponesi ed europee, mentre quelle americane sono solo della polizia, le perdenti. Se “Fast and Furious” anticipa il declino della big di Detroit, colpisce che la crescita clamorosa delle vendite nello scorso settembre ci sia stata soprattutto grazie ai marchi giapponesi, Toyota e Honda su tutti, a fronte di un rallentamento di Gm e Ford. E la Chrysler (più la Fiat 500) di Sergio Marchionne, con il suo fast and furious +12% e migliore settembre dal 2007? E’ stata l’eccezione che conferma la regola.

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