“Abbiamo inteso rimuovere tutto ciò che non era assolutamente indispensabile. Per farlo è stata necessaria la massima collaborazione tra designer, sviluppatori del prodotto, ingegneri e unità produttive. Siamo tornati più volte al punto di partenza: c’è bisogno di questo componente? Possiamo fare in modo che questa parte svolga la funzione di altre quattro parti?”
“Perché riteniamo che ciò che è semplice è valido? Perché di fronte ai prodotti materiali dobbiamo sentire di poterli dominare. Ridurre all’ordine la complessità significa riuscire a fare in modo che il prodotto ti ceda. La semplicità non è solo questione di stile visivo. Non è mero minimalismo, o assenza di confusione. E’ qualcosa che implica lo scavo negli abissi della complessità. Per essere realmente semplici, bisogna essere realmente profondi. La cosa migliore è esplorare la via della semplicità fino in fondo, capirne ogni aspetto, nonché l’intima costituzione. Per eliminare da un prodotto le parti inessenziali occorre comprenderne in profondità l’essenza”.
Jony Ive, designer della Ferrari Luce presentata a Roma il 25 maggio 2026, a Walter Isaacson, autore della biografia “Steve Jobs”, 2011, Mondadori. Estratto del capitolo XXV “Principi di design/Lo studio di Jobs e Ive”.
Jobs trovò Ive alla Apple al suo ritorno nel 1997 e lo tenne al suo fianco, dopo aver pensato per un momento ad altri. “Parlò con Richard Sapper, designer del ThinkPad di Ibm, e con Giorgetto Giugiaro, il designer della Ferrari 250 e della Maserati Ghibli I”. “Se posso dire di avere un partner spirituale alla Apple, quello è Jony”. Oggi è lui dietro la Ferrari Luce che sta facendo discutere.
Lasciamo disegnare agli americani gli iphone.
Le auto vere a Pininfarina oppure al centro stile Ferrari (Flavio Manzoni)
Pier