Caro benzina, forse la guerra di Trump all’Iran non ha fatto più morti del caldo asfissiante in Europa e delle tragedie climatiche dal Nepal a Cremona, ma certo non ci volevi proprio. Che poi caro benzina, e il diesel allora? Mao ha detto: ribellarsi è giusto. Che fare? Aggiunta di Lenin. Ma i veri estremisti sono quelli che seguono.

Caro benzina, il gesto di ribellione di Trump finirà sui libri di storia. Che ha fatto? Per ridurre il prezzo al gallone e cercare di non restare a piedi nell’urna elettorale, ha sequestrato un dittatore di un paese tra i più ricchi al mondo di giacimenti, ha messo al suo posto la vice del dittatore e le ha imposto una società al 55% in mano sua. Modo spiccio per controllare 65 miliardi di barili di petrolio, da qui all’eternità. Caro benzina, hai i giorni contati negli Stati Uniti, altro che riduzione di accise.

Caro benzina, il gesto di ribellione di Macron non finirà sui libri di storia. Ma è tutto dentro una inedita campagna pubblicitaria del governo francese di questa estate, dal titolo preoccupante per te: “Électrifions la France”. I prezzi di benzina e gasolio sono alle stelle? Passate alla mobilità elettrica, che vi costa “3 euro per 100 chilometri” o “12 euro per un pieno” se riuscite a farlo a casa vostra. Paghereste “molto di più con un’auto termica”, recitano gli spot a spese del governo.

Caro benzina, in Francia non hai le ore contate come negli Stati Uniti trumpiani, ma ricorda che i francesi sono gente seria quando si evoca una qualche révolution. Tanto più che, alla campagna pubblicitaria, il governo continua ad associare forme di sostegno diretto all’acquisto o al noleggio di veicoli elettrici, come quella che parte l’1 settembre con scadenza il 31 dicembre per il servizio pubblico.

Caro benzina, i tassisti di Francia riceveranno 3.500 euro per passare a un’auto elettrica con più autonomia, portando per loro la soglia d’acquisto o di noleggio da 47mila euro a un massimo di 65mila per modello. E se la batteria è prodotta in Europa, questo vale per tutti, c’è la possibilità di un ulteriore bonus di 2mila euro. In più, il governo prevede un “eco-score” che mette in conto il livello di emissioni di anidride carbonica legato alla produzione del veicolo elettrico. Di fatto, un modo per escludere dagli incentivi i costruttori cinesi, o quantomeno la loro produzione fuori d’Europa.

Caro benzina, a Parigi la flotta della più grande compagnia di tassisti, G7, oggi è elettrica solo all’8%, ma vedrai che te la passerai sempre un po’ peggio.

Se vuoi continuare a fare più danni, resta in Italia. C’è un governo amico di Trump che dà ogni colpa al Green deal. Dice che è da smantellare alla faccia della crisi climatica, che al caldo mortale bisogna abituarsi e che la mobilità elettrica è “demenziale”.

Caro benzina, ribellarsi è giusto, diceva Mao. Fa niente che i suoi eredi rischino di non beccare un euro a casa della révolution. A noi, les italiens, va ancora peggio.

@fpatfpat

Lascia un commento

I dati inseriti (nome ed email) sono utilizzati esclusivamente per consentire la pubblicazione e la gestione del commento e per prevenire spam o abusi. L'email non sarà pubblicata né utilizzata per finalità di marketing. Il trattamento avviene nel rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR). Per maggiori informazioni consulta la nostra Privacy Policy.