Mondial Paris 12-18 ottobre 2026, la vera novità? Sarà il Salone dell’auto che per la prima volta disperde al vento il dubbio di Nanni Moretti, dopo quasi cinquant’anni: “Che dici, vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo affatto? (1)”.
Vengo e non sto nemmeno in disparte, rispondono quest’anno quasi tutti i costruttori di automobili, compresi quelli che avevano snobbato da un po’ di tempo ogni tipo di Salone. Per disamore o per soldi.
Mondial Paris, tutti vengono per farsi notare perché sennò si viene oscurati dai rivali cinesi, che non stanno più in disparte e dettano l’agenda dentro e fuori Salone con investimenti che sembrano infiniti. Non si poteva più sentire “continuiamo così, facciamoci del male (2)”.
Mondial Paris, tornano Ford, Volvo e Hyundai, dopo essere finiti a chi l’ha visti. Un ritorno all’insegna del “giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose (3)”. Ford, in particolare, è di nuova pronta a fare, dopo aver cancellato in Europa modelli di volume di nome Fiesta, Ecosport e Focus, pur sapendo che “le parole sono importanti (4)”.
Mondial Paris, torna perfino la Smart due posti, una leggenda a Roma Nord. Vabbè, ormai è solo elettrica, vabbè i cinesi di Geely che hanno salvato il marchio di Mercedes perennemente in rosso mettendoci anni a rifarla per paura di perdere soldi pure loro, vabbè non si chiama più fortwo ma #2. Hashtag due, ma che vordì? (Roma Sud). Accontentiamoci, “le merendine di quand’ero bambino non torneranno più (5)”.
Mondial Paris, non cercate Bmw perché proprio non c’è. La famiglia Quandt, che controlla saldamente il gruppo, ha detto e fatto “una cosa di sinistra” (6), benché bavarese e meglio di D’Alema (preparatevi, sta per uscire un suo libro). Nel primo semestre dell’anno, Bmw ha perso un terzo dei profitti – molto per colpa dei cinesi che comprano altro e di Trump che alla fine dazia tutti. E allora risparmiano, no al Mondial. Diventato troppo mainstream, “credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre d’accordo e a mio agio con una minoranza (7)”.
Bmw, a dirla tutta, ha fatto anche una cosa di destra, tagliando il posto di lavoro di 8mila dipendenti e sorprendendo i mercati che non si aspettavano un brutto segnale. Ma come si dice a Monaco e altrove, “siamo diversi ma uguali ma siamo diversi (8)”.
(1 – Ecce Bombo, 1978), (2 – Bianca 1984), (3 – Ecce Bombo 1978), (4 – Palombella rossa 1989), (5 – Palombella rossa 1989), (6 – Aprile 1998), (7 – Caro diario 1993), (8 – Palombella rossa 1989)
PS I costruttori cinesi che presenziano ormai tutti gli eventi, compreso il Ces di Las Vegas come Geely e Great Wall pur essendo le loro auto bandite dagli Stati Uniti, non hanno visto in patria i film di Nanni Moretti. Qualcuno è apparso in qualche festival come Habemus Papam, nessuno è stato mai distribuito commercialmente. Lo ignorano come il de Coubertain dell'”importante non è vincere ma partecipare”. Tutte cazzate.