Hans Demant ha un soprannome che dice tutto: “Mr.Opel”. Per circa quarant’anni ha lavorato in General Motors e nel suo braccio europeo Opel, capo dell’ingegneria di Gm Europe dal 2001 al 2004 direttore generale di Opel fra il 2004 e il 2009.”Mr. Opel” dal prossimo primo ottobre lavorerà per il gruppo Volkswagen che, secondo il quotidiano tedesco Handelsblaltt, vuole metterlo alla guida della neocontrollata Suzuki. Un colpo basso per Gm, un altro veterano di un gruppo concorrente che Volkswagen porta a casa (alla Fiat ne ha portati via tre, più l’indipendente Giugiaro) per rafforzare la sua corsa a numero uno mondiale.

Il caso Demant ricorda il caso di una ventina di anni fa di José Ignacio Lopez de Arriortua, il manager spagnolo della Gm che nel 1992 fu assunto dalla Volkswagen con grande clamore. Lopez, un tagliatore di costi e di teste e teorizzatore di una nuova fabbrica rivoluzionaria (di nome X) che avrebbe permesso al costruttore gran risparmi, passò nel 1992 a Wolfsburg armi e bagagli. E casse di documenti riservati, accusò Gm, che intentò una causa milionaria per spionaggio industriale costringendo la Volkswagen a licenziare il mercenario spagnolo. Lopez, in cattiva salute,  oggi vive dimenticato nel suo paese, mentre il costruttore tedesco effettivamente inaugurò in Brasile alcune fabbriche di medie dimensioni ispirate al modello X, ma di fatto una evoluzione della produzione snella di Toyota. Difficilmente la Gm muoverà accuse simili a Demant, per altro dopo averlo trattato male nel pieno della crisi della Opel l’anno scorso di cui pure il top manager ha delle responsabilità. Ma “Mr.Opel” dovrà stare attento a quel che farà in Suzuki: cose che non dovranno assomigliare per nulla a quelle di casa Gm.

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