Renault Twingo E-Tech Electric e Toyota Aygo X Full hybrid sono modelli gemelli di padri diversi. Un po’ come Castore e Polluce, gemelli di mito spartano  tramandati quali protettori degli umani in difficoltà. I Dioscuri, quelli che servirebbero oggi a tutto noi consumatori, ostinati a guidare un’automobile fra prezzi della benzina e di energia elettrica in salita verticale grazie alle guerre di Trump e Netanyahu (memo: i migliori amici del governo Meloni).

La Twingo elettrica e la Toyota ibrida corrono nello stesso segmento, il più piccolo con le loro misure urbane di 3,79 e 3,78 metri di lunghezza e un peso leggero simile. A differenza dei Dioscuri, sono però in competizione su tutto. Dalla scelta filosofico-industriale nel tipo di motorizzazione – seppure con la stessa missione di rendere sostenibile la sostenibilità – alla accessibilità, valore destinato a crescere in questo mondo al contrario. Prezzi da 19.500 euro la prima, da 18.950 la seconda. Non bassi, ma forse mi sto abituando a pensare che sarebbe potuto andare peggio.

La francesina elettrica, il cui design s’ispira a quello della geniale primogenita del 1992,  ha una autonomia dichiarata di 263 chilometri, una potenza pari a 80 cavalli, più spazio a bordo per mancanza di diverse componenti meccaniche, con un bagagliaio da 360 litri, Dalla sua, la virtù delle emissioni zero.

La giapponesina full hybrid, il cui design da baby suv è distintivo, accoppia un tre cilindri benzina a un sistema ibrido “pieno”, con consumi dichiarati pari a 3,7 chilometri al litro, una potenza di 116 cavalli, meno spazio a bordo con un bagagliaio da 231 litri. Dalla sua, l’ottima dinamica.

Modelli coltelli, hanno un peccato originale comune: i finestrini posteriori di entrambe sono apribili solo a compasso. Un risparmio che Renault e Toyota potevano evitarcelo.

Quale è la migliore? Sulla carta, non c’è partita. La Renault Twingo elettrica ha ridotta autonomia per tagliare i costi, la Toyota Aygo X va lontano senza impiccarsi ai costi. C’è sempre la favola di Esopo della lepre e della tartaruga a ricordarci di restare saggi, ma preferisco dare il volante di queste auto ai miei Dioscuri.

Castore era mortale, Polluce immortale. Quando il primo muore, il secondo, per l’assenza, chiede a Zeus di rinunciare all’immortalità. Che lo stesso spirito accompagni questi due modelli coltelli così intelligenti, roba di cui il mercato ha più bisogno che mai.

@fpatfpat

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