“Mi sono abbonato alla Volvo”, mi fa l’altra sera un amico a cena. Anzi, essendo al dopocena e al suo quarto rum, ho pensato che parlasse d’altro. Il mio amico non compra automobili da anni, non è mai stato un “abbonato” alle Volvo come me (tra 240 e 940 wagon e montagne di ricordi), non parla mai di macchine. Per cui gli rispondo se per caso voglia ancora il mio rum cubano.

“Ho preso una Volvo XC40 full optional benzina T5 2.0 Turbo con la formula di abbonamento che il costruttore sta sperimentando con il suo nuovo suv. Monoversione, monocolore e monoassortimento”. Paga 699 euro al mese per due anni e poi deciderà che fare. Quanto costerebbe se l’acquistassi? “In tutte le troppe carte che ho firmato, il prezzo non è mai stato indicato. Onestamente non so quanto sia e francamente non mi interessa. Voglio un costo fisso per due anni e zero pensieri”.

Dopo 16.776 euro versati, potrà anche darla indietro e arrivederci. “Mi conviene”, sostiene. Questa storia me l’avevano già spiegata quelli della Volvo alla presentazione della XC40 a Milano, l’anno scorso. Ma ora conosco un loro “abbonato”. E mai mi era capitato di non sentir parlare di prezzo: sbircio il listino, in ballo per questo modello ci sono circa 44.000 euro.

Un’auto in abbonamento è una formula nuova che potrebbe aprire al costruttore un inedito canale di vendita, oltre che – con la XC40 – spazi di mercato dove non è mai stato presente. Nel canone è compreso tutto: bollo, assicurazione, tagliandi, gomme invernali dove serve. Non sono pochi 699 euro per un comune mortale, ma – per chi può – se a tavolino si usa una calcolatrice mettendoci dentro anche le voci d’acquisto su svalutazione e perdita Iva più una serie di servizi (qui la proposta Volvo), l’amico che va a rum mi appare più sobrio di quanto pensassi.

“Ho fatto l’abbonamento alla Volvo tutto online, senza mettere piede in concessionaria”, insiste mentre occhieggia la bottiglia del mio cubano che provo a proteggere dietro una vetrina. Solo web, altra novità: salta la mediazione, basta avere un cellulare. Ma meglio un tablet o un pc, c’è ancora tanta carta da archiviare.

Insomma, ho una Volvo da guidare ogni giorno ma non la compro, e nemmeno la noleggio. Mi ci abbono come si fa con la tv (questo canone sarebbe meglio abolirlo, ma lascio questa storia a una surreale campagna elettorale), e poi nel giro di due anni, basta. Se mi va, torno a non avere una macchina sotto casa. Nuovi tempi.

Abbonarsi alla Volvo, vabbè ci finiamo su il rum con il mio amico. Ma vale la pena studiarsela bene. Ne sentiremo parlare, e non solo da Volvo.

Commenti
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    Abbonarsi conviene senz’altro, ma alla Volvo, non al cliente. In azienda abbiamo già provato e fatto conti molto approfonditi: anche il noleggio a lungo termine è perdente, dal punto di vista dei costi. Queste formule sono “vincenti”vsolo fra chi non riesce a tenere sotto controllo i costi interni.

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    Il noleggio a lungo termine può convenire on determinati casi e in altri no. Dipende da tanti fattori. Ciascuno deve fare un calcolo in base alle proprie spese di acquisto e gestione dell’auto, riportarle su base mensile e confrontare con la rata di noleggio e le vari clausole (penali, franchigie…). La cosa certa, è basta fare qualche confronto al volo con le altre offerte di NLT in rete, è che il canone mensile chiesto da Volvo (699 euro/mese senza anticipo) per i due modelli TOP (45.000 euro circa) è enormemente vantaggioso.

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    Guardi Andrea, se lei mi dice che il NLT è comodo perchè ti evita di contattare il broker, perchè ti evita di pagare il bollo (sai che sforzo, una volta l’anno….), di pagare le gomme (ogni 70.000 km……) va bene: ma mi faccia un esempio nel quale economicamente conviene, perchè io non riesco a produrlo, questo esempio…..

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    Sono nuovo da queste parti, ma parto subito con una sommessa critica: post ben scritto, ma se non si vuole lasciare adito a maliziosi “retropensieri”, meglio sarebbe stato argomentare solidamente la validità di tale “inedita” formula commerciale. Così non è stato e qualche malizioso retropensiero aleggia.

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    Caro lettore dal retronome, frequenti assiduamente questo blog d’ora in poi. E vedrà che qualche malizioso retropensiero non le aleggerà più. Anche la mia, anzi la nostra, è una scommessa critica. Grazie dell’attenzione

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    Ma quale retronome ? Le giro anche l’indirizzo di casa, se crede. Tornando al punto, tutti abbiamo un amico che crede di aver spuntato le migliori condizioni di finanziamento, ma quando si ‘vedono’ le carte la convenienza, di regola, sparisce; delle due l’una, a mio parere: vi si abbocca se non si dispone della liquidità o se, disponendone in abbondanza, per pigrizia ci si butta nella soluzione chiavi in mano permettendosi il lusso di non calcolare quanto finisce dritto nelle tasche del “benefattore” di turno. Quando ho comprato la mia ultima auto (gruppo FCA) due anni fa, il venditore ha tentato in tutti i modi di propormi una soluzione analoga (non prevedeva però i cambi di pneumatici): ho preferito puntare sullo sconto e pagarla subito; a distanza di due anni vale circa il 60% di quanto sborsato perché molto richiesta, l’ho assicurata alle tariffe più convenienti del mercato, monta le stesse gomme, non ho effettuato alcun intervento di manutenzione ‘obbligatoria’, ha quasi 30000 km e va come un treno. Insomma, non mi sono pentito.

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