George Orwell avrebbe potuto fissare al 2024 il suo futuro distopico raccontato in “1984”, ambientandolo a Torino o a Roma invece che a Londra. Non che oggi esista un Grande Fratello – qui abbiamo i Fratelli, per nulla liberal e tuttavia il plurale un po’ annacqua. Però è in atto uno scontro così furibondo e irreale fra governo italiano (dei Fratelli) e Stellantis e il suo ceo Carlos Tavares, che sembra di stare in un altro mondo.

Riassunto succinto: il governo attraverso il ministro del Made in Italy Adolfo Urso chiede a brutto muso alla multinazionale di Tavares a guida francese di produrre in Italia almeno 1 milione di veicoli all’anno. Nel frattempo dice di trattare con almeno “otto costruttori” di cui “tre cinesi” per accogliere nel Paese un altro gruppo di auto, cui girare incentivi e finanziamenti fin qui storicamente dati alla sola Fiat. Alternativa per aumentare produzione e lavoro, sostiene il governo, cui Tavares risponde con investimenti e qualche non detto. Aggiungendo però malamente che se passa lo straniero, sarà costretto a “decisioni impopolari”.

Orwell in “1984” ci ha lasciato l’amore breve di Winston e Julia e il racconto di un totalitarismo che riscrive continuamente la storia perché il potere sia il fine e non il mezzo. In questo “2024” italiano, un costruttore di auto diventa addirittura il Nemico, di Oceania o Italia che sia. E se Tavares è Goldstein, a Urso tocca il Ministero della Verità, quello dell’informazione.

Ma cosa porta un ministro a sostenere che Stellantis non può chiamare Milano l’ultimo suv presentato da Alfa Romeo perché è costruito in una fabbrica polacca? Seguendo Orwell (“ortodossia significa non pensare, non aver bisogno di pensare”), hai voglia a riscrivere storia e immaginario, a cominciare dal V8 della Ford Gran Torino, di Clint Eastwood, di Starsky& Hutch e se non ricordo male della prima di “Fast&Furious”.

Mentre medito su queste righe, guardo la radio e per un attimo mi si accende come il teleschermo di Orwell. La voce è del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, in occasione di un incontro a Milano con i colleghi del G7: “Non so se avete visto che alle spalle del Duomo c’è un marchio cinese, ormai siamo circondati!”.

In 1984-2024, a lui Orwell avrebbe dato il Ministero della Pace, cioè quello della guerra (ai cinesi? all’Europa? ai migranti?). Non so se avete visto, ma la concessionaria  alla spalle del Duomo che vende il marchio Byd fa parte del gruppo Autotorino, da sempre molto vicino alla sua Lega. E poi: chi glielo dice a Urso di una concessionaria che si chiama Autotorino e vende prodotti cinesi?

L’unica spiegazione può essere che i due ministri devono essersi segretamente innamorati di “1984” e del “bipensiero” orwelliano: la capacità di accettare contemporaneamente nella propria mente due opinioni contrastanti dando ragione a entrambe. Peggio per loro.

ULTIMORA lunedì 15 aprile ore 18: Alfa Romeo Milano ha cambiato nome in Alfa Romeo Junior. Da non credere. Orwell ritorna con il principio cardine della “mutabilità del passato”…

@fpatfpat

Commenti

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