Iniziamo dalla fine. “Perché proteggere solo chi è dentro l’auto, è già una storia senza futuro”. Con questa frase avevo chiuso un articolo sul Corriere della Sera che parlava di Volvo XC90. Il vanto maggiore degli ingegneri della Casa svedese, come mi aveva spiegato a Göteborg, Thomas Broberg, coordinatore dei dispositivi di sicurezza, era infatti quello di “aver sviluppato sistemi di protezione anche per pedoni e ciclisti”.

Nelle scorse ore Volvo ha dato un ulteriore segnale in questa direzione: al CES 2015 di Las Vegas, la fiera internazionale dell’elettronica più importante al mondo, presenterà insieme a Ericsson e POC, un casco per i ciclisti che mette in connessione l’auto con la bici. Utilizzando una app per smartphone come Strava (in uso anche da chi fa running), la posizione del ciclista disponibile grazie al gps, viene inviata (e viceversa) all’auto. In caso di potenziale rischio di impatto, al guidatore arriva un alert sulla strumentazione o sul Head-up display mentre sul casco del ciclista si accende una luce di allarme.

Tecnologia a parte, un’industria automobilistica come Volvo che si pone il problema della sicurezza di ciclisti (e pedoni) sullo stesso livello degli occupanti della sua auto, a me sembra una rivoluzione non da poco. D’altronde l’auto rispettosa del mondo che la circonda è l’unica che forse ha ancora un futuro. Non credete?

PS: per chi ha ancora tempo e voglia di leggere, Volvo ha presentato anche una serie di dati sul mondo della ciclabilità: nel 2013 sarebbero 132,3 milioni le biciclette vendute nel 2013, il governo cinese punta a spostare il 25% della mobilità in città sulle bici entro il prossimo anno, 4.533 sono i ciclisti coinvolti in un incidente con lesioni nel 2013 solo a Berlino, il 50% degli incidenti che coinvolgono una bicicletta in Europa avvengono in città, negli Stati Uniti nel 2012 sono 726 le persone morte a bordo di una bici e il costo sociale del totale degli incidenti in bicicletta sono di oltre 4 miliardi di dollari l’anno, in alcuni paesi pedoni e ciclisti rappresentano il 75% delle vittime stradali.

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