Gm no, Volvo sì. Il settore automobilistico in India è molto importante ed è uno dei più grandi al mondo: rappresenta il 7,1% del Prodotto interno lordo indiano e il governo ha messo in piedi diverse iniziative per sostenerlo, con l’obiettivo di diventare leader mondiale entro il 2020. Ebbene, Mary Barra di Gm abbandona l’India e Hakan Samuelsson di Volvo ci punta. 

L’India è l’unico Paese al mondo in cui i primi tre brand hanno una quota di mercato del 70%: Maruti con quasi il 50%, Hyundai con circa il 18% e Mahindra con uno scarso 7%, di poco davanti Toyota. A seguire Renault, Tata, Honda, Ford, Volkswagen e Chevrolet con l’1,34%.

Tanti i produttori che hanno deciso di investire lì, ultimo Volvo che ha appena annunciato di avviare le attività di assemblaggio dei suoi veicoli in India entro il 2017. Il primo modello “made in India” sarà l’XC90 ma probabilmente ne seguiranno altri, sviluppati sulla stessa piattaforma. Naturalmente l’obiettivo della casa di Goteborg è quello di aumentare la sua quota di mercato.

Il segmento lusso in India è ancora piuttosto piccolo ma nei prossimi anni si prevede una crescita rapida e Volvo vuole raddoppiare l’attuale 5% di quota del segmento lusso entro il 2020. L’obiettivo non sembra ambizioso in termini assoluti: nel 2016 Volvo ha venduto 1.400 vetture, incrementando del 24% i volumi del 2015 e nei primi quattro mesi del 2017 l’incremento anno su anno delle vendite ha superato il 35%. In realtà Volvo Cars sta lavorando in collaborazione con Volvo Group, che costruisce camion e autobus, e sfrutterà infrastrutture e licenze di Volvo Group già esistenti vicino a Bangalore.

Ma per una Casa che investe, un’altra decide di abbandonare l’India (e anche il Sud Africa), almeno in termini di vendite. Gm non venderà più Chevrolet entro la fine di quest’anno, ma continuerà a produrre lì auto destinate ad essere esportate. Una scelta in linea con le altre decisioni di Gm di allocare capitali e investimenti in business e aree geografiche che portino effettivi ritorni per gli azionisti. Gm no, Volvo sì, se vi pare.

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