Che Renault abbia una lunga storia con la sinistra in Francia lo sapevo. Che poi la gauche di Cgt e Pcf, il doppio cuore storico della “forteresse ouvrière”, sia stata la migliore possibile per Renault e per tutto noi è un altro paio di maniche. Rimembro, dopo essermi seduto all’aperto a un caffé parigino perché c’è stranamente il sole e sfoglio il numero speciale di Libération che compie 50 anni il 18 aprile.

Era il 1973. Qualche emozione per il quotidiano della sinistra francese con Jean Paul Sartre co-fondatore (ma non per la sua iniziale ispirazione maoista), qualche memoria per la parallela e migliore storia de il manifesto in Italia nato due anni prima dove si lavorava come a Libé con stipendi tutti uguali (e bassi), la cartaccia che dice come l’editoria sia messa male anche in Francia. E poi scoperte, tra cui lo sport che il quotidiano francese tratta solo dal 1987, un po’ come Repubblica da noi, nata nel 1976 con lo sport ammesso dopo qualche anno. Qui però un Libé che fa intervistare Platini sul suo addio al pallone nientemeno che dalla scrittrice Marguerite Duras (“le sue domande erano talvolta toccanti ma non mi è mai successo di essere interpellato da qualcuno così ignaro di cose di calcio”).

Che tempi, senonché arrivo al paginone centrale del numero e quasi cappotto. Una pubblicità di Renault (in foto sopra) con creatività dedicata al quotidiano della gauche: 50 anni che guidate a sinistra e mai un incidente.

Génial! Ci deve essere di mezzo Luca de Meo, il ceo del gruppo Renault. Non mi risulta sia stato mai di destra, ma nemmeno di sinistra. Se anche non fosse un lettore accanito di Libé, de Meo sarebbe comunque in linea con una antica tradizione secondo cui i ceo di Renault hanno avuto spesso a che fare con la sinistra, mentre quelli di Peugeot con la destra: Pierre Dreyfus da numero uno Renault a ministro dell’industria nel governo socialista di Pierre Mauroy del 1981, Louis Schweitzer al volante del gruppo francese da ex capo di gabinetto del premier socialista Laurent Fabius. Dall’altra parte il giscardiano Jacques Calvet a Psa, così come il successore Jean-Martin Folz.

Carlos Tavares, ex Psa oggi a Stellantis, è un caso a parte: leggevo che quando stava in Renault da numero due si scontrava subito con i sindacati, poi arrivava il numero uno Carlos Ghosn e un accordo era fatto.

I tempi cambiano. Per dire, il grande vecchio della gauche francese Jean Luc Mélenchon non ha nemmeno la patente, così come il 19% dei suoi elettori (sondaggio Institut Harris Interactive per il sito Carasidiac), ma così è più facile non avere mai un incidente come recita la bella pubblicità di Renault per Libé.

Non mi resta che dire ancora “bravo” con l’accento sulla o alla francese per Monsieur de Meò…

@fpatfpat

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