Non ricordo di avere incrociato una Fiat a Miami, nemmeno una di quelle del perfido acronimo “Fix it again Tony”. E meno che mai che fosse grigia. Un colore che Miami ha lasciato volentieri tanti anni fa alle città industriali del nord America, tutto al più affibbiato con rispetto al New York Times, The Grey Lady.

Grigio Fiat? La palette sbianca. Basta farsi un giro a Miami (anche su una Fiat, a trovarla) per Wynwood District, area rinata e dipinta di murales e graffiti che assomigliano a un arcobaleno in cielo dopo un temporale. Qui come su Ocean Drive l’Art déco ha  ripudiato ogni sfumatura di grigio, reiventandosi anzi con la Tropical Art Déco con cui addolcire le forme geometriche delle costruzioni attraverso colori pastello dalle tonalità accese.

A South Beach, dove bianca è la sabbia, i colori che corrono sono rosa e blu come quelli della barriera corallina e l’azzurro dell’acqua mescolata di oceano e di mare caraibico. A Miami, gli Hurricane giocano con colori del 1926, arancio e verde, gli Heats nella Nba usano nero, rosso e giallo. Alcuni marciapiedi in città (se non sbaglio) sono in rosso, giusto per farti sentire come passeggiassi su un red carpet. Ma dai.

“Da oggi la Fiat smette di produrre auto grigie. L’Italia è il paese dei colori e da oggi anche della auto Fiat”. Chissene che il grigio sia il colore preferito dagli acquirenti di macchine in Italia, e non solo, “abbiamo infranto le regole”. L’ho letto su una cartolina da Miami di Olivier François, ceo Fiat e molto altro in Stellantis. Da oggi, anche armocromista.

@fpatfpat

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