Anche quest’anno ho visitato il Fuorisalone di Milano, dove a vario titolo sono presenti quasi tutti i costruttori automobilistici, orfani di un motor show in Italia, Non poteva mancare Citroën con la C4 Cactus, che a New York ha vinto il premio World Car Design of the Year. Di recente molto (troppo ?) è stato scritto, in particolare su Automotive News Europe, di PSA, di Citroën e della Cactus. Un po’ sorprende leggere che Cactus adesso venga definito un “unconventionally styled crossover“, che si ama o si odia. Siamo forse in presenza di un’abile strategia di comunicazione che cerca di trasformare un punto di debolezza in un punto di forza ?

Certo è che lo stile della Cactus è controverso, che la “market acceptance‘”non è stata unanime, e questo non rappresenta una buona notizia per i volumi; basti pensare alla Renault Avantime, o alla Fiat Multipla, due prodotti innovativi che con un design più convenzionale avrebbero venduto e guadagnato molto di più.
Dubito tuttavia che nel caso della Cactus questo fosse intenzionale, dal momento che il design della vettura -stando alle dichiarazioni fatte al lancio otto mesi fa – era destinato a caratterizzare tutte le future vetture del double chevron (anche se il concept del nuovo Aircross sembra avere linee meno decise).
Fatto sta che la Cactus oggi vende in Europa circa 6mila unitá al mese, e non rientra nelle prime 50 vetture più vendute. In Francia, con 5,600 immatricolazioni nel primo trimestre dell’anno (il 30% delle vendite europee), la Cactus non va oltre il 22simo posto. Il CEO di PSA, Carlos Tavares, sostiene che il target “is between 70,000 and 80,000 a year so we are on track to make money“. Come ciò sia possibile, quando Cactus è costruita in una sola fabbrica, a Villaverde in Spagna, che potrebbe produrne più del doppio, resta un mistero. La responsabile del marchio, Linda Jackson, si è affrettata a dire che “sales are above expectations“, tuttavia sta pensando, cavalcando l’euro debole, di esportare Cactus in Turchia, Nord Africa, Giappone, Corea e Cina.
Difficile dire se esistono altri fattori che, oltre allo stile, limitano il potenziale: il prezzo, circa 20mila euro per la versione di volume, sembra allineato a quello dei concorrenti: Renault Captur, Opel Mokka, e la ‘cugina’ Peugeot 2008, che tuttavia vendono il doppio. Probabilmente c’è un problema a livello di transazione, nel senso che gli sconti potrebbero essere inferiori a causa dei margini risicati legati al ‘single sourcing’ ed all’impatto dei costi fissi.
In ogni caso, la mia personale opinione è che la Cactus non è nata per essere un prodotto di nicchia, e che più di 100mila vendite all’anno in Europa sarebbero da considerare un risultato soddisfacente. Facendo soldi, naturalmente.
Commenti

    […] La Cactus era stata lanciata da Citroen nel febbraio del 2014 con grande enfasi sul ritorno del marchio a concetti di innovazione e di originalità, che hanno fatto la storia del costruttore francese salvo periodi bui come gli anni ’90. Frédéric Banzet, allora numero uno del costruttore francese, definì la Cactus “un’auto anti-crisi”. E aggiunse che questa vettura anti-convenzionale avrebbe influenzato i successivi modelli. […]

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