Alla Apple è l’ora di un ingegnere meccanico al comando, roba che non si vede quasi più nell’industria dell’auto. Alla Apple, dall’1 settembre, l’amministratore delegato sarà John Ternus, mentre l’attuale Tim Cook diventerà presidente esecutivo di un’azienda da 4,000 miliardi di dollari. La notizia non sta nella forma – successione generazionale di un interno, preparata a lungo come a volte succede nel capitalismo familiare – ma nel contenuto: Ternus è un ingegnere meccanico. Figura professionale in caduta (quasi) libera nell’industria dell’auto, tempio del manufacturing.

Apple, di cui non sono un fan, non smette mai di stupire. Ternus, un passato da nuotatore universitario a livelli top, è senior vice president dell’Hardware engineering. Cioè, si occupa di prodotti. In 25 anni c’è stata la sua mano su generazioni di iPhone, Mac, iPad, AirPods, Apple Watch, così come ha fatto parte di quella divisione, la Apple Silicon, che d’intesa con Cook ha deciso di abbandonare i chip di Intel e di farseli in casa. Di questi tempi cupi internazionali, con i prezzi in aumento e qualche segnale di problemi di approvvigionamento, scelta ancora più azzeccata. E chissà che sia sua, da bravo ingegnere non del settore, anche la decisione di non fare una Apple Car ma puntare semmai al solo chip per la guida autonoma.

Insomma, Apple si affida a un ingegnere meccanico con competenza massima nell’hardware proprio mentre l’industria dell’auto, a partire da quella cinese, sterza su software e intelligenza artificiale. E infatti qui si mette male per gli ingegneri tradizionali (alla Ternus, vabbè, passatemi la battuta).

Per coincidenza proprio alla vigilia della novità Apple, Stellantis ha fatto sapere di voler mandar via 650 su 1.650 ingegneri alla Opel, mentre il gruppo Renault ne farà fuori fino a 2.400, più o meno il 20% delle attuali 12mila posizioni nel mondo. Obiettivo: risparmio e nuova organizzazione, anche se mi resta il sospetto che i due gruppi pensino di contare meglio sull’aiuto a buon mercato dei rispettivi partner cinesi Leapmotor e Geely, più avanti in molti settori.

In Apple, la scelta di Ternus ricorda l’ossessione al prodotto di Steve Jobs, un po’ come quella dell’ingegnere meccanico partita da una semplice vite (l’ha raccontata qui, era il 2024). Nell’auto, l’ossessione resta su software e intelligenza artificiale. Sull’hardware sembrano contare solo i designer, e a volte neanche più loro se è vero che in Cina i clienti comprano spesso una macchina più in base al software che allo stile. Mondo sottosopra, sembra Shakespeare (altro che generali).

@fpatfpat

Lascia un commento

I dati inseriti (nome ed email) sono utilizzati esclusivamente per consentire la pubblicazione e la gestione del commento e per prevenire spam o abusi. L'email non sarà pubblicata né utilizzata per finalità di marketing. Il trattamento avviene nel rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR). Per maggiori informazioni consulta la nostra Privacy Policy.