Vecchia pubblicità Renault

A casa Renault tutto è a posto e niente in ordine. Luca de Meo ha lasciato così improvvisamente il volante per spostarsi nel lusso di Kering che anche la successione è diventata un problema. Come i conti del gruppo, per i quali – nello stesso giorno della nomina ad interim di un successore – è stata annunciata una revisione al ribasso degli obiettivi finanziari del 2025. L’anno scorso, fra i grandi gruppi solo Renault li aveva mantenuti, facendo gridare al miracolo firmato de Meo.

Chi succede e che succede adesso? A guidare Renault è stato nominato Duncan Minto, 50 anni, una vita alle dipendenze del gruppo francese, fresco di nomina lo scorso 1 marzo a direttore finanziario del gruppo. Lo aveva voluto lì de Meo, dovendo sostituire un specie di monumento in quel ruolo come Thierry Piéton, l’uomo che sussurrava ai mercati. Andato però via come de Meo, a sorpresa e abbandonando il settore, anche per l’alto livello di stipendi e bonus che il colosso americano della sanità Medtronic gli avrebbe garantito (così almeno mi era stato fatto capire).

In attesa di trovare il vero successore di de Meo “entro la fine dell’anno”, Minto guida Renault ad interim, invenzione della politica per prendere tempo, garantire equilibri ed evitare sbandate. L’interim, notizia anticipata dal Financial Times, non mi sembra tuttavia una buona notizia per i candidati interni alla successione, come l’attuale capo di Dacia, Denis Le Vot. Se pensi di avere in casa la persona giusta, la nomini subito e tranquillizzi i mercati. Se non lo fai, l’interim ti permette però di non bruciarlo ed eventualmente ricicciarlo se servisse.

Certamente non è una regola, se si guarda a Stellantis. Dove, dopo le dimissioni forzate di Carlos Tavares, ci hanno messo sei mesi per nominare Antonio Filosa, top manager sulla soglia di casa  per il quale bastava aprire la porta. Forse non era la prima scelta, forse i soci francesi hanno fatto resistenza fino alla fine, forse entrambe le cose.

In Renault, l’interim allontana la meta ai candidati interni e allunga la vita a candidati esterni. Il principale è Maxime Picat, dimessosi a giugno da Stellantis dopo aver perso la corsa alla successione a favore di Filosa. I tempi dell’interim annunciati da Renault giocano per lui: “entro la fine dell’anno” coincide con i sei mesi che in genere le aziende chiedono a chi lascia di non andare a lavorare per la concorrenza. Una clausola ben pagata e ben blindata dagli uffici legali. Tout se tient, direbbero a Parigi.

PS Immagino che la revisione al ribasso dell’outlook di Renault farà gridare: ecco perché de Meo se ne è andato! Che fosse cosciente in questa fase di non poter fare meglio di quanto fatto nei primi cinque anni – partendo da un disastro – è evidente. Ma che abbia lasciato l’auto per il lusso a 58 anni, rimane per me un’altra storia, ancora da scrivere.

@fpatfpat

 

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